PROGETTI

Mag
17
2015

Pranzo di Babele

Scritto da Andrea Ultimo aggiornamento (11 Giugno 2015)
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LogoBabele 

 

La cucina, soglia più accessibile di una cultura, è espressione di un popolo così come lo sono l’arte, la letteratura, la lingua, le norme e i valori, la religione, la lingua e costumi. 

Da questa prospettiva il cibo è contatto e prima forma di interazione tra culture, che presuppone fiducia nell’altro ma, anche elemento attorno al quale ruotano relazioni quotidiane legate al preparare, all’offrire, al condividere e al consumare; relazioni capaci di promuovere azioni di socialità e  solidarietà, di rafforzare il senso di appartenenza comunitaria. Al cibo sono legati significati sociali e specifici  rituali, oltre che saperi tecnico-pratici. ed anche le modalità di preparazione e di consumo esprimono uno significato simbolico.  

Da queste considerazioni nasce “Pranzo di Babele”, progetto presentato lo scorso 15 Maggio all’ex Convento Cappuccini di Quartu Sant’Elena e promosso dallo Sprar San Fulgenzio della Città di Quartu, in collaborazione con la Caritas  Dicesana di Cagliari e la Cooperativa Sociale Il Sicomoro Onlus. 

Una manifestazione culinaria che coinvolge i beneficiari del progetto Sprar e delle accoglienze straordinarie e che vuole offrire ai migranti la possibilità di raccontare  alla comunità accogliente i propri luoghi di origine e la propria storia personale attraverso attraverso la capacità di rappresentazione e di richiamo propria del cibo. 

Mag
08
2013

SCAVI NELLAMEMORIA : ODIERNI MINATORI

Scritto da Administrator
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“SCAVI NELLA MEMORIA: ODIERNI MINATORI” è finanziato dalla RAS Assessorato della


Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport ex L. R. 3/2008, art.
8, comma 37: Piano straordinario a favore dei giovani e degli adolescenti e cofinanziato
dal Comune di Arbus Assessorato alle Politiche Giovanili; realizzato dall’Associazione
Culturale BeS in collaborazione con la Cooperativa Sociale Il Sicomoro Onlus.

Il Progetto vuole essere una riproposizione dell’antico tramandare nonno-nipote, anziano giovane, oggi estremamente ridotto anche nelle piccole comunità, offrendo l’opportunità agli anziani di raccontare la propria esperienza di vita attraverso canali informativi moderni. E’ “azione” sul territorio, diretta a creare energia e sinergia per un reciproco vantaggio che nasce dal contatto fra generazioni diverse: i giovani in quanto attori al centro delle relazioni familiari e sociali, che rappresentano un tramite importante,  attraverso cui il sapere locale si forma e viene trasmesso nel tempo, e gli anziani che  riacquistano un loro ruolo attivo come risorsa generale della società.
Il Progetto interessa, dal punto di vista territoriale il Comune di Arbus e mira alla valorizzazione della creatività individuale dei singoli giovani coinvolti ed a intercettare i talenti dei partecipanti.
Obiettivo principale è di salvaguardare una parte di memoria collettiva con la creazione di un archivio di testimonianze dirette, mediante la realizzazione delle seguenti attività:
1) Corso e laboratorio di orientamento e comunicazione

2) Corso e laboratorio di sceneggiatura

3) Corso e training uso attrezzature per la videoripresa

4) Realizzazione di videointerviste

5) Corso e laboratorio di videomontaggio

6) Realizzazione del sito internet

Mag
08
2013

STRAKKUBARATTU

Scritto da Administrator
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Il Progetto Strakkubarattu  mira all’inserimento lavorativo, in via prioritaria ma non esclusiva, dei profughi provenienti dalla Libia, in fuga dal conflitto e richiedenti protezione internazionale, nell’ottica di un ineluttabile passaggio dalla fase di accoglienza a quella di un loro concreto e reale inserimento sociale e lavorativo.
Strakkubarattu coinvolge  numerosi attori, ricchi di esperienze professionali ed umane, esperienze lavorative formali ed informali, competenze artigianali e doti artistiche.


Strakkubarattu vuole creare opportunità, anche economica, per gli attori coinvolti, dalla raccolta e riutilizzo di  indumenti ed accessori di seconda mano, stoffe e materiali affini.


Strakkubarattu è: raccolta degli indumenti ed accessori di seconda mano, stoffe e materiali affini; selezione degli indumenti; recupero, riordino e rivalutazione degli indumenti, stoffe, materiale vario e creazione nuovi capi; etichettatura; vendita al dettaglio.
Strakkubarattu ha l’obiettivo ambizioso di animazione ed informazione verso la collettività nel suo insieme sulla necessità di costruire, con nuove pratiche di azioni quotidiane, una società equa, del giusto consumo che premi  le scelte sociali ed ambientali delle imprese, che sia rispettoso davvero dell’ambiente, che sia guidato dalle logiche del riutilizzo, della riduzione dei rifiuti, del riparare prima di ricomprare.


Strakkubarattu vuol essere un piccolo tassello di quella “rivoluzione silenziosa” che intende, a partire dalle singole azioni individuali e locali, diffondere nuovi usi e costumi collettivi che possano rappresentano la reale ed auspicabile mutazione della società civile.

Mag
08
2013

CON LE NOSTRE MANI

Scritto da Administrator Ultimo aggiornamento (08 Maggio 2013)
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CON LE NOSTRE MANI


Progetto di agricoltura sociale

 

E’ promosso dalla Cooperativa sociale Si può fare Onlus e dalla Cooperativa sociale Il Sicomoro Onlus

 

Il progetto “CON LE NOSTRE MANI” è un progetto di agricoltura sociale  che nasce nell'intento di offrire un'opportunità di concreto inserimento lavorativo e sociale ad un gruppo di immigrati che hanno ottenuto la protezione internazionale, congiuntamente all’inserimento lavorativo di altri soggetti deboli del nostro tessuto sociale.

L’Agricoltura Sociale promuove il passaggio da un concetto di servizi basati sulla logica dell’assistenza verso una visione di giustizia sociale, secondo cui è possibile passare dalla presa in carico dei soggetti deboli verso una loro partecipazione attiva alla vita sociale ed economica. In questa prospettiva, l’agricoltura sociale spinge a riflettere sull’opportunità e sulle modalità necessarie per innestare sull’idea di continuità socio-assistenziale dei servizi quella di continuità del processo attivo di inclusione sociale delle persone.

La difficoltà iniziale che si incontra nel mescolare linguaggi e saperi, consente di produrre nuove conoscenze ed opportunità, costruendo in modo collettivo risposte utili per i bisogni delle comunità locali e delle persone, creando in modo nuovo valore economico e sociale.

L’agricoltura sociale si costruisce sui territori, sviluppando complementarietà tra soggetti e competenze e ricomponendo i saperi agricoli con quelli sociali in un processo di valorizzazione e dialogo delle conoscenze disponibili.

Il rapporto con le piante e con gli animali consente la presa in carico e l’assunzione di responsabilità in ambienti dove la tolleranza e la disponibilità alla prova ed all’errore è più ampia. Questa possibilità rafforza percorsi di apprendimento, di autostima e di partecipazione nelle persone coinvolte. La possibilità di muoversi in spazi aperti, l’interazione nei gruppi di persone, la partecipazione a processi che hanno un esito evidente, diretto e comprensibile, facilitano l’acquisizione di sicurezze e capacità di soggetti a bassa contrattualità.

I beneficiari del progetto

 

La terra diventa strumento di aggregazione tra giovani di diversa nazionalità, giovani che fuggono dalle guerre, dallo sfruttamento, dalle privazioni.

Giovani che migrano spinti dal mito dell'occidente, del lavoro, del benessere, della pace, ma che si trovano presto a fare i conti con una realtà complessa, a volte ostile.

Nel lavoro della terra si riappropriano di una parte della loro identità sopita lungo il viaggio, si rimettono in moto, ricominciano a sperare nel futuro.

La terra diventa trampolino per un'integrazione possibile, ponte verso le famiglie dell’isola, e perché no, un’occasione di “riconquista” dei paesi isolani in via di spopolamento.

E’ ipotizzabile ed auspicabile un continuo rinnovo della forza lavoro, in quanto il percorso è pensato come un vero e proprio accompagnamento verso forme autonome di inserimento in altri contesti locali, anche attraverso forme di cooperative lavoro,  e pertanto si immagina l’ingresso e la permanenza temporanea di gruppi in continuo rinnovo.

 

Obiettivi nell’immediato e nel prossimo futuro

La struttura individuata potrà accogliere una decina di lavoratori e consta di una struttura in muratura che necessita di alcuni interventi di ristrutturazione ed un terreno coltivabile di circa 3000 mt.

E’ ipotizzabile la coltivazione di ortaggi, particolari coltivazioni di erbe e spezie, la cura di alcune piante da frutto già presenti e l’allevamento di piccoli animali, galline e conigli.

La produzione, oltre ad approvvigionare le case che ospitano i migranti dal nord africa, sarà commercializzata in loco e, in prospettiva, distribuita sul mercato locale.

 

La sostenibilità del progetto

Oltre alla produzione e commercializzazione dei prodotti agricoli e l’allevamento di piccoli animali,  si prevede la realizzazione di un piccolo agriturismo “equo e solidale”, che utilizzi i prodotti della casa per la realizzazione di pranzi e cene multietnici.

La struttura, inoltre, potrà accogliere al suo interno, alcuni laboratori (lavorazione del vetro, delle pelli, etc) che consentano ai migranti di recuperare le proprie professionalità ed abilità manuali.

Il progetto nasce come “progetto pilota”, da replicare altrove anche in modalità differenti, e si auspica di godere del favore di cittadini, donne e uomini, al fine di poter presto dar vita ad una entità giuridica ed economica autonoma, gestita da giovani immigrati di diverse nazionalità e locali, che possa essere per alcuni di loro una prospettiva di lavoro continuativa, per molti altri l'opportunità di fruire di stages e tirocini, come una sorta di ponte verso l'integrazione nel nostro Paese.